Dai francesi, il decalogo del perfetto velista
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Diciannove esperienze emozionanti che il velista dovrebbe fare almeno una volta nella vita: come trascorrere una notte da soli in un Museo della Marina a Parigi, a Venezia o a La Spezia, assistere al battesimo di un’imbarcazione con la classica bottiglia di champagne fatta esplodere sulla prua, un tuffo dalla barca in pieno oceano con un fondale di cinquemila metri, e così via.
Dettagliatamente queste diciannove esperienze irrinunciabili per un vero marinaio appaiono in un dossier del numero di settembre della più importante rivista francese del settore nautico “Voiles et Voiliers”. Non mancano nel dossier suggerimenti da parte di esperti del mondo nautico dal sapore avventuroso e sportivo, come navigare con una barchetta a vela in una giornata di vento forte, rovesciarsi, riprendere la rotta e tornare a casa senza un graffio, oppure la regata in solitario organizzata da “Le Figaro”. E per i più avventurosi c’è la regata di Natale Sydney-Hobar in Australia. Julie Bourgois consiglia di fare come lei che ha chiesto un passaggio per la Costa Azzurra da uno yacht a vela a Phuket in Tahilandia. Andare a Capo Horn a vela invece lo raccomanda Daniel Allisy, famoso giornalista velico che lo ha fatto.
È facile assicura Allisy: «Basta prendere un biglietto d’aereo fino a Ushuaia e poi montare su uno dei tanti yacht a vela che vanno a Capo Horn». La rivista francese non ha dimenticato l’Italia, tra i diciannove punti del perfetto velista, figura anche uno scalo a Ventotene.
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