Giovedi 28 agosto 2008

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Riemerso il porto piu' antico di Roma

Tra Ostia e Torvaianica Anco Marzio, quarto re di Roma, fece edificare un porto là dove, fino a un secolo fa, il delta del Tevere gonfiava un immenso bacino acquitrinoso. È questo il risultato del sensazionale ritrovamento di un molo, il più antico di Roma, databile intorno al Terzo secolo avanti Cristo. Già da anni alcuni archeologi seguivano le tracce del Porto, situato nella laguna di Ostia nei pressi della pineta di Castelfusano. Non si tratta di un semplice ritrovamento di reperti archeologici, molto frequente a Roma non appena si affonda il badile nella terra, ma questo permetterebbe agli studiosi di colmare un vuoto cronologico-topografico che va dal Quarto secolo avanti Cristo al 42 dopo Cristo, anno in cui venne costruito, per volere di Traiano, il porto di Claudio. Si tratta di una banchina di oltre cento metri in malta e mattoni romani che corre parallelamente alla linea costiera a una distanza da essa di circa due chilometri. La notizia della scoperta è stata data dal direttore dell’Ecomuseo del Litorale di Roma, il ricercatore Paolo Isaja, che ha svelato i meriti del ritrovamento: «a metterci sulla pista buona sono state le indagini condotte esattamente cinquant’anni fa da Lorenzo Barbieri, archeologo non di professione, e una serie di testimonianze che abbiamo raccolto negli anni». Testimonianze fornite dagli abitanti della zona dicono di una serie di reperti in legno con molta probabilità appartenenti a navi romane. Ma nessun costruttore ha detto nulla per evitare eventuali blocchi della Soprintendenza. E proprio un accertamento di abuso edilizio ha portato alla luce il più antico porto di Roma, che permetterà di ricostruire le strategie di approvvigionamento e logistiche della Roma repubblicana.


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