Lunedi 8 settembre 2008

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Pecorario Scanio ha raccomandato tolleranza zero sugli acquascooter indisciplinati

Intensificare i controlli in mare per arginare l’emergenza acquascooter. È la richiesta formale inoltrata dal ministro per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio al comandante del Corpo delle Capitanerie di porto all’inizio dell’estate. Le parole d’ordine  del ministro, per correre ai ripari per contenere il bilancio pesante degli incidenti (7 con un morto e 9 feriti fino ad agosto), sono state: «massima sorveglianza, e una forte attività di prevenzione e repressione», per evitare che «l’uso scriteriato di moto d’acqua o natanti similari comprometta non solo l’incolumità dei bagnanti e l’ambiente, ma anche il delicato equilibrio floro-faunistico».

Per conoscere l’effetto del provvedimento bisognerà ancora attendere qualche settimana. Ad un primo monitoraggio le multe elevate nel corso dell’estate (non ancora finita) sono già state parecchie. Ma, chi è incappato nelle sanzioni che arrivavano a sfiorare i tremila euro? Chi ha guidato senza aver compiuto 18 anni, chi ha guidato senza patente nautica una moto d’acqua con più di 40,8 cavalli (multa di 2.754 euro).

Chi ha guidato senza casco (multa di 103 euro) e assicurazione (contravvenzione di 706 euro più sequestro della moto). E chi ha superato i 10 nodi (meno di 20 all’ora), fino al primo miglio dalla costa.


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