Riccardo Agosti, genovese classe 1965, «più che un professionista- afferma- sono un fanatico» della pesca. Ma Agosti eccelle anche in un’altra attività che si fa armeggiando, quasi allo stesso modo della canna da pesca, corde e archetto: suonare il violoncello.
Attività che lo ha reso famoso non soltanto a Genova dove dal 1985 è prima parte nell’orchestra del Carlo Felice, ma anche nel resto della penisola e in Europa: lo si vede spesso infatti sui palcoscenici con Accardo, Giuranna, Filippini, Nicolet. Dunque l’archetto come la canna, e la lenza come le corde del suo violoncello che a fine giugno hanno vibrato da solista al Carlo Felice sotto la guida del primo direttore ospite, Juanjo Mena, per il concerto in do di Haydn. Musica e pesca due arti complementari per Agosti, che si concede volentieri alla pesca per scaricare la tensione accumulata in ore e ore di prove al violoncello.
Nella pesca come nella musica sono fattori determinanti - spiega Agosti - «tensione e attenzione», per raggiungere il risultato eccitante di «un pesce “importante”», come la leccia di 18 chili e mezzo catturata due anni fa dalla scogliera dei giardini Govi in corso Italia, o i numerosi bis richiesti dal pubblico nei concerti da solista.