|
Analizzare il reale stato di salute del sistema-pesca, è quanto è emerso
dalla tavola rotonda conclusiva del Convegno internazionale di studi “Pesci,
barche e pescatori nell’area mediterranea dal Medioevo all’Età
contemporanea” promosso dall’Università degli Studi di Salerno.
Il tema scelto per il dibattito “La nuova politica comune della pesca:
ripensare alla gestione nel Mediterraneo tra sussidiarietà e sostenibilità”,
moderato dal Prof. Giuseppe Di Taranto della Luiss “G. Carli” di Roma, ha
dato vita ad un confronto aperto che ha sottolineato carenze, necessità ma
anche prospettive per un comparto che, soprattutto nel Mezzogiorno, è il
terzo per marinerie e pescherecci e che rappresenta un motore economico
significativo per produzione ed occupati, con la flotta peschereccia
salernitana in una posizione di tutto rispetto sia in ambito nazionale che
europeo grazie – in particolar modo - alla pesca tonniera.
“La recente visita della delegazione della Commissione Pesca del PE – ha
sottolineato Alfonso Andria, Deputato al Parlamento Europeo - ha rilanciato
con forza la necessità di un’interlocuzione fitta e costante con le
associazioni di categoria e gli operatori del settore al fine di realizzare
riforme che tengano conto delle condizioni di contesto e della
interdisciplinarietà dell’approccio”.
“Il comparto – spiega Secondo Squizzato, Sindaco del Comune di Cetara –
è vittima di profonde contraddizioni e di straordinari paraossi. Non è
possibile favorire con finanziamenti cospicui la realizzazione di impianti
di acquacoltura e allo stesso tempo non sapere dove poterli collocare per
ragioni di sostenibilità ambientale. Bisogna avere il coraggio di compiere
delle scelte che siano di qualità e rispettose degli standard. Cetara si
candida a laboratorio nel quale elaborare un modello di sviluppo che possa
rilanciare il sistema e a custode della tradizione realizzando il Museo
della storia della pesca”.
In sintonia con il primo cittadino della città costiera Gennaro Irace,
Presidente SEA PORTS che ha auspicato un maggiore controllo da parte
delle’Unione Europea sulle quote di catture assegnate ai singoli Stati
Membri.
“Il settore pesca – ha sottolineato Gilberto Ferrari di Ferdercopesca – è
vasto e vario. Esso è costituito da tante attività (acquacoltura,
pesca-turismo, piccola pesca, pesca tonniera, etc.) mestieri e luoghi.
Per questo affermo che la pesca non è in crisi ma in uno stato di difficoltà
che non riguarda tutto l’insieme allo stesso modo. E’ comunque necessario un
cambiamento di rotta che deve prevedere una semplificazione del rapporto tra
le Associazioni di categoria e le istituzioni e, in questo territorio, una
maggiore presenza dell’amministrazione regionale che sulla problematica
generale nicchia e non provvede a dotarsi di una legge in materia che
metta in condizioni creare un circuito virtuoso tra operatori, mondo
produttivo ed istituzionale”.
L’importanza di questo comparto produttivo per la provincia tutta, ha
spinto un gruppo di economisti a costituire, nel 1982, l’IREPA, il primo
Istituto di Ricerche Economiche per la Pesca e l’Acquacoltura, tra i più
rilevanti a livello internazionale, che fa di Salerno una città di
eccellenza per la ricerca economica sulla pesca. Il Direttore, Massimo
Spagnolo individua due importanti obiettivi da conseguire per evitare un
acutizzarsi della crisi per la circuizione tonniera, una realtà produttiva
avanzata per tonnellaggio, prodotto e fatturato che, attestandosi su livelli
superiori alla media nazionale, costituisce il punto di forza non solo
del sistema locale, ma dell’intera flotta tonniera italiana. “Realizzare un
Piano di Azione per il Tonno in modo da poter affrontare il problema nella
sua specificità ed una grande convergenza degli attori del comparto al fine
di poter creare un interlocutore unico e forte anche con la
Commissione Europea, la stessa che nei giorni scorsi ha inviato al governo
italiano l’avviso di una procedura d’infrazione con la quale “rimprovera”
all’Italia una serie di ritardi”.
Grande soddisfazione per la riuscita della tavola rotonda, alla quale hanno
offerto il proprio autorevole contributo anche Carla Esposito, Responsabile
del Corso di laurea in Scienze Biologiche dell’UniSa e Claudio Ferentino,
biologo del CNR, è stata espressa da Valdo D’Arienzo e Biagio Di Salvia che
– attraverso la quattro giorni di studi internazionale che si è svolta a
partire dal 3 ottobre tra l’ateneo di Salerno e i Comuni di Vietri e Cetara
– hanno riaffermato la necessità dell’autorevole apporto del mondo dei
saperi alla problematiche connesse alla pesca che per il territorio
rappresenta una risorsa indispensabile e una tradizione da tutelare.
|