Venerdi 21 novembre 2008

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Uscire dalle contraddizioni per evitare la crisi del sistema-pesca

Analizzare il reale stato di salute del sistema-pesca, è quanto è emerso dalla tavola rotonda conclusiva del Convegno internazionale di studi “Pesci, barche e pescatori nell’area mediterranea dal Medioevo all’Età contemporanea” promosso dall’Università degli Studi di Salerno.

Il tema scelto per il dibattito “La nuova politica comune della pesca: ripensare alla gestione nel Mediterraneo tra sussidiarietà e sostenibilità”, moderato dal Prof. Giuseppe Di Taranto della Luiss “G. Carli” di Roma, ha dato vita ad un confronto aperto che ha sottolineato carenze, necessità ma anche prospettive per un comparto che, soprattutto nel Mezzogiorno, è il terzo per marinerie e pescherecci e che rappresenta un motore economico significativo per produzione ed occupati, con la flotta peschereccia salernitana in una posizione di tutto rispetto sia in ambito nazionale che europeo grazie – in particolar modo - alla pesca tonniera.

“La recente visita della delegazione della Commissione Pesca del PE – ha sottolineato Alfonso Andria, Deputato al Parlamento Europeo - ha rilanciato con forza la necessità di un’interlocuzione fitta e costante con le associazioni di categoria e gli operatori del settore al fine di realizzare riforme che tengano conto delle condizioni di contesto e della interdisciplinarietà dell’approccio”.

“Il comparto – spiega Secondo Squizzato, Sindaco del Comune di Cetara – è  vittima di profonde contraddizioni e di straordinari paraossi. Non è possibile favorire con finanziamenti cospicui la realizzazione di impianti di acquacoltura e allo stesso tempo non sapere dove poterli collocare per ragioni di sostenibilità ambientale. Bisogna avere il coraggio di compiere delle scelte che siano di qualità e rispettose degli standard. Cetara si candida a laboratorio nel quale elaborare un modello di sviluppo che possa rilanciare il sistema e a custode della tradizione realizzando il Museo della storia della pesca”.

In sintonia con il primo cittadino della città costiera Gennaro Irace, Presidente SEA PORTS che ha auspicato un maggiore controllo da parte delle’Unione Europea sulle quote di catture assegnate ai singoli Stati Membri.

“Il settore pesca – ha sottolineato Gilberto Ferrari di Ferdercopesca – è vasto e vario. Esso è costituito da tante attività (acquacoltura, pesca-turismo, piccola pesca, pesca tonniera, etc.) mestieri e luoghi.  Per questo affermo che la pesca non è in crisi ma in uno stato di difficoltà che non riguarda tutto l’insieme allo stesso modo. E’ comunque necessario un cambiamento di rotta che deve prevedere una semplificazione del rapporto tra le Associazioni di categoria e le istituzioni e, in questo territorio, una maggiore presenza dell’amministrazione regionale che sulla problematica generale nicchia e non provvede a dotarsi di una legge  in materia che metta in condizioni creare un circuito virtuoso tra operatori, mondo produttivo ed istituzionale”.

L’importanza di questo comparto produttivo per la provincia tutta, ha spinto un gruppo di economisti a costituire, nel 1982, l’IREPA, il primo Istituto di Ricerche Economiche per la Pesca e l’Acquacoltura, tra i più rilevanti a livello internazionale, che fa di Salerno una città di eccellenza per la ricerca economica sulla pesca. Il Direttore, Massimo Spagnolo individua due importanti obiettivi da conseguire per evitare un acutizzarsi della crisi per la circuizione tonniera, una realtà produttiva avanzata per tonnellaggio, prodotto e fatturato che, attestandosi su livelli superiori alla media nazionale, costituisce il  punto di forza non solo del sistema locale, ma dell’intera flotta tonniera italiana. “Realizzare un Piano di Azione per il Tonno in modo da poter affrontare il problema nella sua specificità ed una grande convergenza degli attori del comparto al fine di poter  creare un interlocutore unico e forte anche con la Commissione Europea, la stessa che nei giorni scorsi ha inviato al governo italiano l’avviso di una procedura d’infrazione con la quale “rimprovera” all’Italia una serie di ritardi”.


Grande soddisfazione per la riuscita della tavola rotonda, alla quale hanno offerto il proprio autorevole contributo anche Carla Esposito, Responsabile del Corso di laurea in Scienze Biologiche dell’UniSa e Claudio Ferentino, biologo del CNR, è stata espressa da Valdo D’Arienzo e Biagio Di Salvia che – attraverso la quattro giorni di studi internazionale che si è svolta a partire dal 3 ottobre tra l’ateneo di Salerno e i Comuni di Vietri e Cetara – hanno  riaffermato la necessità dell’autorevole apporto del mondo dei saperi alla problematiche connesse alla pesca che per il territorio rappresenta una risorsa indispensabile e una tradizione da tutelare.
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