Domenica 5 febbraio 2012

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Mediterraneo tropicale, allarme meduse


Fino a pochi anni fa osservare le meduse nel Mediterraneo era una rarità ma, ultimamente, il nostro mare ne è letteralmente invaso. Enormi sciami sono stati avvistati nel mar Ligure e nel Tirreno. Le cause di questo aumento esponenziale non sono esattamente definite, ma certamente , la pesca selvaggia e il riscaldamento globale ne favoriscono l'arrivo dai mari tropicali.

Un progetto del CIESM (Commission Internationale pour l'Exploration Scientifique de la mer Mediterranée) denominato "Occhio alla medusa" informa che nel nostro bacino sono in arrivo tre nuove specie di meduse: la variopinta, ma non urticante Phyllorhiza punctata che viene dal Canale di Suez, la più grande del nostro bacino, con un diametro di circa un metro, la Drymonema dalmatinum e Cassiopea andromeda, che vive nei fondali con i tentacoli rivolti verso l'alto. Sono previsti anche enormi sciami di Velella: meduse molto comuni di colore blu che sono un vero e proprio indicatore dell'inquinamento marino da petrolio. Particolare nei nostri mari, la presenza de la "caravella portoghese". Spesso scambiata per una medusa è in realtà un sifonoforo cioè una colonia galleggiante di 4 diversi tipi di polipi reciprocamente dipendenti per la sopravvivenza, molto urticante e dalle punture dolorosissime. I suoi tentacoli possono arrivare alla inquietante lunghezza di trenta metri.

In caso di contatto con le meduse:
• non strofinare bocca, occhi e la zona ustionata
• non lavare con acqua dolce la parte colpita: usare acqua di mare e disinfettare con bicarbonato
• non usare acqua fredda o ghiaccio
• evitare impacchi con aceto, alcool o ammoniaca
• non rimuovere i frammenti dei tentacoli della medusa con pinzette, ma con le mani
• il rimedio migliore è un gel astringente al cloruro d'alluminio, utile anche per le punture di zanzara; evitare pomate cortisoniche o antistaminiche.
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