Domenica 5 febbraio 2012

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Meno inquinamento anche dai natanti, allo studio navi verdi a impatto zero


L’ Unione europea, considerata l’emissione massiccia di ossidi di nitrogeno (NOx) e ossidi di zolfo (SOx) derivante dal trasporto marittimo, sta predisponendo misure normative e finanziarie mirate a tagliare le emissioni inquinanti. Le prime ricerche condotte con il supporto dell’Ue sono state effettuate testando varie soluzioni sui motori di un mercantile commerciale. Le risposte, sebbene attualmente molto costose, stanno danno risultati molto incoraggianti.

L’esigenza forte di ridurre le emissioni di gas serra ha innestato, anche in altri contesti territoriali, l’avvio di studi e ricerche per mettere a punto processi e tecnologie “verdi”. In Corea, ad esempio, si sta lavorando ad una tipologia di scafo in grado di ottimizzare il consumo di carburante, alla predisposizione di tecnologie mirate a migliorare l’efficienza energetica delle navi e, soprattutto, alla realizzazione di strumenti per la combustione a bassa temperatura. Le navi avranno motori alimentati da gas naturale liquefatto (GNL) e da pile a combustibile, dette anche celle a combustibile dal nome inglese fuel cell. Si tratta di un dispositivo elettrochimico che permette di ottenere elettricità direttamente da particolari sostanze, tipicamente idrogeno e ossigeno, senza che avvenga alcun processo di combustione termica.

La ricerca ha tempi piuttosto lunghi; le stime attuali individuano nel 2015 l’anno in cui si potranno costruire “navi a impatto zero”.
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