Giovedi 20 novembre 2008

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A monitorare il Mediterraneo ci pensa l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia


Da diversi anni un gruppo di studiosi della sezione bolognese dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che nel 2003 ha costituito, insieme ai principali istituti che nel Paese si occupano del mare, il Gruppo Nazionale di Oceanografia Operativa (GNOO) diretto dalla professoressa Nadia Pinardi, si occupa di monitorare il Mediterraneo.

Pochi giorni fa l’Istituto ha firmato un’intesa con l'Ufficio Spazio Aereo e Meteorologia (USAM). "L'accordo di collaborazione - dice la prof. Pinardi - e' fondamentale in quanto le previsioni dello stato del mare richiedono l'equivalente conoscenza dei necessari parametri meteorologici previsti. L'accordo consente di implementare e ottimizzare un nuovo servizio per la sicurezza e la protezione del mare Mediterraneo".

E' quindi lo GNOO, in collaborazione con USAM, che provvede tutti i giorni a fare le previsioni della temperatura delle sue correnti e del livello del mare. "Da questa collaborazione - aggiunge il prof. Enzo Boschi, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - potranno essere forniti nuovi servizi per la sicurezza del traffico marittimo, per la prevenzione e la mitigazione degli effetti del rilascio di petrolio in mare e per la salvaguardia della salute dell'ecosistema del Mediterraneo e delle sue risorse ittiche".

Anche gli altri Paesi europei si stanno attrezzando con questi nuovi servizi del mare e l'Italia, grazie alla collaborazione tra USAM e GNOO, entrerà a pieno titolo nel Servizio marino del GMES, il nuovo sistema europeo messo a punto negli scorsi dieci anni nei programmi di ricerca e sviluppo dell'Unione europea.
L'esperienza messa a punto negli scorsi quaranta anni per le previsioni del tempo meteorologico serve ora da esempio per l'oceanografia operativa, la nuova scienza del mare al servizio della gestione sostenibile del mare e delle sue risorse.

Il nuovo servizio del mare messo a punto dalla collaborazione sarà il punto di riferimento per la conoscenza dei cambiamenti climatici negli ultimi decenni nel Mediterraneo e per l'implementazione della nuova direttiva europea sulla salvaguardia dei mari e la sicurezza della navigazione.
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