L’Italia, insieme a Francia, Cipro, Portogallo e Spagna, è stata multata per «non aver comunicato per tempo i dati relativi alle catture del tonno rosso nei nostri mari».
E’ quanto emerge dal provvedimento preso il mese scorso dalla Commissione Europea per mettere in riga paesi, come Italia e Francia in particolare, che non applicano «adeguati controlli sulla pesca». Il provvedimento della Commissione Europee è partito sei giorni dopo la decisione di vietare per tutto il resto del 2007 la pesca del tonno rosso nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale, che è già arrivata a 16779,5 tonnellate. La stretta non riguarda solamente la pesca del tonno rosso ma anche qualsiasi forma di pesca indiscriminata non dichiarata, da molti ritenuta la prima causa dell’impoverimento del mare. La situazione insostenibile dipenderebbe dall’eccessiva pressione del mercato giapponese che assorbe quasi tutto il tonno rosso pescato nei mari di tutto il mondo. Tuttavia, non si tratta di una misura imprevista per le tonniere: già nel 2006 la Commissione internazionale aveva suonato l’allarme sul tonno rosso, avvertendo che «lo stock è a rischio collasso». In seguito alla direttiva, tutti i paesi che rientrano nel procedimento di infrazione sono tenuti, entro un mese, ad allinearsi alla norma europea, pena una multa salatissima. Per Loredana De Petris, capogruppo dei Verdi in Commissione Agricoltura, «è grave che l’Italia incorra nella procedura d’infrazione proprio per l’inefficacia dei controlli e l’incompletezza dei dati sulle catture».