Sabato 31 luglio 2010

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Osservatorio Nautica & Finanza 2010, dati incoraggianti per la nautica italiana


Presentati nei giorni scorsi a Milano da Maurizio Romiti, vicepresidente e amministratore delegato di Pentar, i dati dell’Osservatorio Nautica & Finanza 2010, l'analisi che offre annualmente una panoramica sull’andamento del mercato nautico e delle transazioni del settore della nautica da diporto.

Al fine di fornire una visione sempre più completa e strutturata del settore, l’Osservatorio non solo ha analizzato un campione di 54 cantieri nautici, valore decisamente più consistente rispetto alle rilevazioni precedenti che copre circa il 33 per cento dell’intero mercato, ma ha anche incluso lo studio di 26 società di accessoristica nautica, segmento che rappresenta un complemento importante del successo del settore.

Il quadro che emerge dai dati raccolti evidenzia due tendenze opposte: il trend di crescita ha subito una brusca frenata che si inserisce nel quadro della più profonda crisi globale, ma resta comunque positivo, mentre i dati economico–finanziari mostrano maggior sofferenza. La produzione italiana è cresciuta anche se solo dell’1,2 per cento, la quota di produzione esportata continua ad attestarsi intorno al 45 per cento e sono state significativamente ridotte le importazioni, segnale che la nautica italiana è ancora molto competitiva rispetto a quella degli altri paesi.

"Il settore della nautica da diporto – ha detto Maurizio Romiti in occasione della presentazione dell’Osservatorio – avrebbe bisogno di un supporto solido da utilizzare come base per impiantare il rilancio. Si tratta di affrontare i problemi ormai cronici della nautica italiana come la carenza di infrastrutture che rende difficile il turismo nautico. Un intervento forte e un'attenta valutazione delle zone dove l'esigenza è più sentita permetterebbe di dare un primo supporto alla ripresa. Certo, anche le imprese del settore devono dimostrare di aver imparato la lezione. Il mercato ha bisogno di imprese pronte ad affrontare la competizione internazionale in modo professionale e coerente con le richieste dei clienti. Bisogna costruire vere imprese intorno alla realtà tecnica e stilistica che già esiste e rappresenta il patrimonio di questo settore. Malgrado tutto ciò, la nautica italiana continua ad avere alcuni indicatori positivi che inducono alla constatazione che il settore poggia su basi solidi in grado di permettere, se adeguatamente valorizzate, di riprendere presto il cammino che si è bruscamentne interrotto".
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