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L’Unione Europea promuove studi per mare e coste e propone la “Rete delle scienze marine”
L’Unione Europea promuove studi per mare e coste e propone la “Rete delle scienze marine”
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L’Unione europea ha divulgato un documento che presenta sia l’analisi del cambiamento del clima che il punto su quello che nei vari paesi dell’Unione si è fatto per rispettare le direttive del protocollo di Kyoto.
La funzione di un documento come questo, alla vigilia della Conferenza Mondiale di Bali, è ovviamente quello di spingere gli stati membri ad attuare quelle politiche con investimenti, ricerca e legislazioni che favoriscano al massimo il ricorso alle energie ad fonti rinnovabili.
Il piano di azione promosso prevede studi integrati tra la ricerca marina e quella marittima mirati a comprendere come sfruttare al meglio le fonti energetiche rinnovabili di origine marina, a tutelare gli ecosistemi costieri e marini e a ridurre le conseguenze del cambiamento climatico.
La comunicazione, oltre a promuovere il piano d'azione, anticipa l'istituzione di una ''Rete europea delle scienze marine'' con la partecipazione di tutti i competenti istituti europei di ricerca marina e il sostegno dell'UE.
Le conoscenze acquisite sarebbero poi inserite in una banca dati sul mare e consentirebbero di realizzare in modo veloce e pratico un nuovo Atlante marino europeo.
Per rendere operativi contenuti della comunicazione, i ministri competenti, nei prossimi 60 giorni, analizzeranno numerose tematiche quali il trasporto marittimo, la competitività' delle imprese marittime, l'occupazione, la ricerca scientifica, la pesca, la protezione dell'ambiente marino. Effettueranno valutazioni sull’opportunità di predisporre uno spazio per il trasporto marittimo europeo senza frontiere, una rete integrata per la sorveglianza marittima ed effettueranno un riesame delle deroghe al diritto del lavoro dell'UE applicate ai settori del trasporto marittimo e della pesca.
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