Domenica 26 maggio 2013

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Nel 2011 gli infortuni sono diminuiti del 6.6%, i casi mortali del 5,4%. Nel settore navigazione il calo è ancora più marcato, 21%


Prosegue e si conferma ulteriormente l'andamento decrescente degli infortuni sul lavoro in Italia. E' un bilancio positivo quello del Rapporto annuale INAIL 2011, presentato a Montecitorio, alla presenza del presidente della Camera, Gianfranco Fini, e del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero.
 
Secondo le rilevazioni effettuate dall'INAIL al 31 marzo 2012, lo scorso anno sono stati 725.174 gli infortuni denunciati all'Istituto, per un calo del 6,6% rispetto ai 776.099 del 2010. In flessione del 5,4% anche i casi mortali, passati da 973 a 920. In generale, dunque, rispetto al 2010 si sono verificati 51mila infortuni in meno e da due anni il numero dei decessi rimane ben al di sotto dei mille casi.
 
Il comparto marittimo
Nel settore navigazione secondo gli ultimi dati consolidati, tra il 2010 e il 2011 gli infortuni sul lavoro risultano in calo del 21%. In particolare, gli infortuni avvenuti nel 2011 risultano pari complessivamente a 1.002, per circa il 98,6% sono accaduti sul luogo di lavoro, dunque a bordo delle navi, il 1,4% in itinere. Gli infortuni si sono verificati prevalentemente tra i marittimi addetti alla categoria di naviglio passeggeri con oltre la metà dei casi anche se la stessa categoria fa registrare una forte diminuzione di eventi (-23,5%) A seguire il carico e la pesca che insieme alla categoria passeggeri coprono oltre l’85,0% degli eventi avvenuti nel 2011.
 
Gli infortuni delle donne
Nel lavoro marittimo la presenza delle donne è ancora molto limitata ed è concentrata prevalentemente nella categoria di naviglio passeggeri, che contiene al suo interno anche la categoria professionale dei concessionari di bordo (gli addetti alle attività commerciali, ricreative all’interno delle navi). Ma è proprio nella categoria passeggeri che si rileva annualmente il maggior numero di infortuni tra le donne marittime. Nel 2011 gli infortuni a carico di lavoratrici risultano pari al 4,3% degli infortuni avvenuti nell’anno, il 43% dei quali risultano avvenuti nella categoria passeggeri a carico di personale con la qualifica di piccolo, accompagnatrice turistica, cassiere-barista, ecc.
 
Età media oltre 40 anni
L’età media degli infortunati di sesso maschile nel 2011 risulta pari a 43,8 anni (nel 2010 era 42 anni), mentre per quelli di sesso femminile a 34,3 anni (nel 2010 era 34,7). Quest’ultimo dato, sebbene calcolato su un numero esiguo di osservazioni, conferma quanto emerso nei rapporti precedenti in merito alla giovane età delle lavoratrici del settore della navigazione. I risultati dell’indagine, promossa dall’INAIL Settore Navigazione e finalizzata a conoscere le condizioni di vita e di lavoro delle donne imbarcate, sono stati pubblicati a luglio 2008.
 
Tre su quattro infortunati sono italiani
Per circa il 74% gli infortuni del 2011 hanno colpito marittimi di nazionalità italiana, la rimanente quota per il 42% è costituita da marittimi di nazionalità tunisina (14%), che sono presenti quasi esclusivamente nel settore della pesca, e da lavoratori di nazionalità romena (28%).
 
Luglio il mese più "nero"
Circa il 55% degli infortuni si è verificato nei mesi compresi tra maggio e ottobre ed è nel mese di luglio che si è registrato il maggior numero di casi. Da tenere presente che oltre il 48% degli infortuni è stato rilevato nella categoria “Passeggeri”, che intensifica la sua attività proprio nei mesi estivi.
 
La gravità degli infortuni
Sette gli infortuni mortali tutti avvenuti sul luogo di lavoro, nessuno in itinere. Cinque dei quali nel settore pesca, settore che annualmente conferma la sua rischiosità, soprattutto a causa dei naufragi che mettono a repentaglio la vita dell’intero equipaggio. Un’analisi degli eventi riferita agli sette cinque anni indica che a causa proprio dei naufragi il settore pesca ha fatto registrare il 68% degli infortuni mortali totali.
 
Inidoneità, malattie comuni e maternità
Nel 2011 l’INAIL Settore Navigazione ha erogato prestazioni di temporanea inidoneità alla navigazione per circa 22 mila giornate, in diminuzione del 2,1% rispetto al 2010. Nello stesso periodo sono state indennizzate complessivamente circa 1,9 milioni di giornate per malattia comune, dato che risulta sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. La malattia comune si distingue in malattia fondamentale (verificatasi durante l’imbarco) e malattia complementare (verificatasi entro 28 giorni dallo sbarco). Quest’ultima, in termini di numero di giornate indennizzate, rappresenta circa il 69% delle erogazioni per malattia comune (grafico successivo). Risultano pari a quasi 140 mila le giornate indennizzate per prestazioni di maternità (inclusi i congedi parentali), in diminuzione rispetto al 2010 del 2,7%.
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