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La barriera corallina del Mar Rosso è “costantemente” monitorata dai turisti
La barriera corallina del Mar Rosso è “costantemente” monitorata dai turisti
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Nel 1999 il Dipartimento di Biologia evoluzionistica dell’Università di Bologna ha promosso la fondazione del Marine&Freshwater Science Group con l’originale idea di coinvolgere i turisti subacquei nel monitoraggio ambientale finalizzato a raccogliere dati sulla biodiversità.
Da tre anni è attivo il progetto Mar Rosso. Un gruppo di ricercatori, in collaborazione con l’Ente del turismo egiziano, i tour operator e i diving center locali, chiede ai sub e ai turisti che effettuano snorkeling di raccogliere dati relativi agli “avvistamenti” effettuati. Il coinvolgimento dei turisti consiste in alcune indicazioni comportamentali fornite dai ricercatori prima dell’immersione e nella compilazione da parte degli osservatori di un questionario con il dettaglio delle specie avvistate e della numerosità di pesci incontrati.
Al momento sono stati raccolti oltre 11 mila questionari, pari a circa 9 mila ore di immersioni, un risultato che, con i pochi mezzi a disposizione per la ricerca, non si sarebbe mai potuto ottenere senza il coinvolgimento di turisti. Ovviamente è stato valutato il rischio relativo al livello di attendibilità dei dati raccolti, ma i controlli effettuati hanno verificato che i risultati sono precisi al punto che la comunità scientifica internazionale ha accolto senza riserve questo metodo di lavoro.
Tra il 1999 e il 2010 il Marine&Freshwater Science Group ha promosso numerose ricerche: alcune puntuali su specie in estinzione quali l’ippocampo altre mirate a comprendere l’evoluzione dei fondali e della biodiversità.
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