Giovedi 28 agosto 2008

Servizi on line Dipendenti Ipsema Consulta i fascicoli della rivista Nautes Consulta il catalogo della sezione marittima Siti utili


Bucintoro, quello schiaffo di Napoleone alla Serenissima


Richiedere il risarcimento all’Eliseo per la distruzione del Bucintoro, ordinata da Napoleone il 9 gennaio 1798, dopo ben 210 anni apparirebbe come un’iniziativa stravagante da parte dei veneziani. Ma a ripercorrere la storia della barca di rappresentanza del doge si scorge nei veneziani una ferita ancora dolente per la profanazione del maggiore dei simboli dei fasti della Serenissima.

La sfarzosa imbarcazione, spinta in acqua da 162 remi ognuno dei quali azionato da quattro uomini, veniva usata in cerimonie  istituzionali e soprattutto il giorno dell’Ascensione, nel quale veniva celebrato dal doge, con il rito dell’anello gettato in mare, il Matrimonio tra Venezia e il mare.

Per rievocare il magnifico tempo che fu dunque i veneziani hanno dato vita a una Fondazione Bucintoro che darà il via ai lavori della ricostruzione del Bucintoro il 15 marzo in una Tesa dell’Arsenale.
Sotto la supervisone dell’armatore Davino De Poli lavoreranno vari artigiani per un tempo stimato di due anni. E il vicepresidente della Fondazione Bucintoro Roberto D’Agostino assicura: «niente di raffazzonato sarà al contrario un’operazione molto severa dal punto di vista filologico», nel pieno rispetto dei materiali impiegati per costruire gli antichi Bucintori, fatti in legno d’abete larice e cirmolo.

I costi dell’operazione si aggirano tra i 15-20 milioni di euro, rastrellati quasi per intero da imprenditori privati del lombardo-veneto, e se arrivassero quelli graditissimi dalla Francia varrebbero molto di più del valore effettivo della cifra qualunque essa sia: perché l’onta, che pesa sull’orgoglio della Laguna, verrebbe definitivamente cancellata.
Mappa | Utility | Statistiche | Accessibilita' | Note Legali | Credits Copyright 2006