Oggi, 28 aprile, si celebra la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro.
Governi, enti, lavoratori e datori di lavoro di tutto il mondo, in collaborazione con l’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) e l’ISSA (International Social Security Association), saranno i protagonisti di una campagna internazionale per promuovere il lavoro sicuro, sano e dignitoso.
Per l’occasione l’ILO ha dedicato una sezione del suo sito alla giornata ed ha pubblicato il rapporto “La mia vita, il mio lavoro, il mio lavoro sicuro – Gestione del rischio e l’ambiente di lavoro”, nel quale si ribadisce l’esigenza di sviluppare ed implementare le tecniche di gestione del rischio che possono risultare utili ad individuare, valutare e prevedere i rischi stessi, allo scopo di prevenire gli incidenti.
Anche l’IPSEMA vuole contribuire alla promozione della giornata per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità che la questione della sicurezza del lavoro riveste. In particolare richiamando l’attenzione sul lavoro marittimo, settore troppo spesso dimenticato, che rappresenta invece una realtà fortemente colpita vista l’alta percentuale di infortuni, purtroppo anche mortali, che vi si registrano.
I dati
L’IPSEMA ha classificato nel 2007 secondo le codifiche ESAW 1.439 infortuni.
Come negli anni scorsi, gli eventi si sono verificati prevalentemente nella categoria Passeggeri (52,4%), che raccoglie il maggior numero di posti di lavoro, nel Carico (19,4%) e nella Pesca (14,9%).
Si sono registrati 8 infortuni mortali, 4 su una nave Passeggeri (in seguito ad una collisione nello stretto di Messina) e 4 nel settore Pesca. Quest’ultima categoria è risultata la più esposta agli infortuni mortali e vi si registrano purtroppo anche 2 dispersi.
La percentuale più alta di infortuni con postumi, tra le categorie naviglio più numerose, ad oggi si riscontra nel settore Pesca, nonostante si tratti di un settore con un numero medio di giorni di prognosi inferiore alla media.
L’età media dei marittimi infortunati è pari a circa 41 anni e le qualifiche sulle quali si è rilevato il maggior numero di eventi sono quelle di marinaio (19%), piccolo (14%) e mozzo – allievo comune polivalente (11%).
Si rileva, inoltre, che per quasi il 60% gli infortuni si sono verificati in mare aperto; nella categoria Pesca la quota di infortuni avvenuti in mare aperto costituisce l’83%, dato fortemente superiore alla media generale.
Se si osserva la distribuzione degli eventi nel corso dell’anno, si rileva che i mesi nei quali si è verificato il maggior numero di infortuni sono quelli estivi, in concomitanza con l’intensificarsi dell’attività delle navi Passeggeri.
Tra luglio e settembre si è verificato oltre 1/3 degli infortuni dell’anno.
Con riferimento alle modalità di accadimento si segnala che gli infortuni si sono verificati per quasi il 50% in seguito a “scivolamento o inciampamento – con caduta di persona (32%) o a caduta di persona dall’alto (16%); in quest’ultimo caso il 90% degli eventi è accaduto durante l’utilizzo di scale.
Ad essere colpiti sono stati principalmente gli arti inferiori (25%), seguiti da mani e dita (17%) e dagli arti superiori (13%).
E’ confermato quanto rilevato negli anni passati in merito alle lesioni agli arti inferiori, che risultano concentrate più che in media nella categoria “Rimorchiatori” ed a mani e dita, che risultano concentrate principalmente nella categoria Pesca.
L’Istituto è impegnato, sin dalla sua costituzione, alla realizzazione di politiche utili ad un maggiore sviluppo della prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Con riferimento solo alle ultime iniziative, si segnala la promozione, nel 2007, di corsi di informazione sulla sicurezza del lavoro nella pesca e la pubblicazione del primo “Quaderno di formazione per la sicurezza sul lavoro in cucina a bordo delle navi”.
Sono in programma, inoltre, importanti progetti nel prossimo futuro, grazie ai nuovi ed importanti compiti che saranno affidati all’IPSEMA dall’emanando decreto legislativo di attuazione della L. n. 123/07 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.