Venerdi 21 novembre 2008

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Incidenti marittimi: dall'Europa l'obbligo di investigazione

Gli incidenti mortali che nel prossimo futuro avverranno nei mari europei verranno investigati da un’autorità indipendente internazionale. Il parlamento europeo ha appena approvato le nuove norme, che sono state oggetto di una giornata di studio con esperti internazionali tenutasi organizzata il 26 settembre a Roma dall’IPSEMA, l’Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo.

Nel corso dei lavori è stato fatto anche il punto sugli infortuni avvenuti nelle acque italiane.

La direttiva europea è stata illustrata al convegno dal Dr. Giuseppe Russo, rappresentante EMSA l’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima e dall’Ammiraglio Francesco Carpinteri del Comando Generale delle Capitanerie, obbligherà gli stati membri al rispetto di criteri comuni a cui devono attenersi nell’organizzare e strutturare le proprie amministrazioni per la gestione delle indagini sui sinistri marittimi all’interno del codice IMO (International Maritimine Organization).

“Di fronte al ripetersi di incidenti in mare – ha dichiarato il Presidente dell’IPSEMA Antonio Parlato – il tema della sicurezza della navigazione assume sempre più carattere di urgenza. Da parte nostra, stante anche il ruolo di prevenzione affidato all’IPSEMA dal decreto legislativo 271, ribadiamo la necessità ad intervenire sempre più adeguatamente per affrontare il tema dei sinistri marittimi e dei conseguenti infortuni per trarre elementi su tutti gli effetti e le circostanze nelle quali si sono verificati gli incidenti al fine di elaborare appropriate politiche di prevenzione”.

Il Presidente del Civ, Giancarlo Fontanelli, dopo aver sottolineato l’opportunità dell’iniziativa, ha richiamato l’attenzione sul dibattito ancora in corso sul progetto di  accorpamento che riguarderebbe l’Istituto e che “distruggerebbe  - ha detto il Presidente del Civ - un patrimonio di esperienza e specializzazione sulla base di presunti tagli di spesa che non possono essere da soli sufficienti a giustificare un sicuro e ben più consistente danno che ne deriverebbe per l’intero settore marittimo”.

Al convegno hanno partecipato anche il Direttore di ENIM, Etablissement National del invalide de la marine, Michel Le Bolloc’h e il Direttore Generale di SEEKASSE, istituto marittimo tedesco, Nicolai Woelki. Anche il Ministero dei Trasporti, attraverso il suo dirigente Giuseppe Alati ha ribadito al necessità di formazione per il personale marittimo, soprattutto nel settore della pesca, categoria ad alto rischio di sinistrosità.

L’Istituto ha presentato nel convegno, con una relazione del Dr. Agatino Cariola,  anche gli ultimi dati disponibili sugli infortuni. Il trend degli infortuni nel settore marittimo risulta in crescita di circa il 4%. Ogni 100 posti di lavoro si sono verificati in media 3,2 infortuni.

Per il 36% dei casi l’infortunio è avvenuto in porto a bordo delle imbarcazioni. Gli eventi hanno colpito marittimi con un’età media pari a 42 anni e per il 97% hanno interessato individui  di sesso maschile.

Circa l’84% degli infortuni si è verificato su navi passeggeri (46%), carico (22%), pesca (16%).

La giornata di studio è stata conclusa dal sottosegretario Antonio Montagnino, impegnato in questi ultimi mesi in sede parlamentare per il varo del parere delle Camere al disegno di legge governativo riguardante la delega al Governo per la elaborazione del Testo unico sulla salute e la sicurezza del Lavoro.

“Auspico che l’IPSEMA – ha dichiarato il sottosegretario Montagnino riferendosi alla eventualità dell’accorpamento dell’Istituito con altri Enti previdenziali - continui nella sua strada e a lungo a tutela della salute dei lavoratori marittimi, a presidio di garanzia della legalità, a presidio di garanzia della sicurezza in maniera complessiva”.

“Non bisogna considerare i marittimi – ha concluso il sottosegretario - una sorta di categoria residuale di lavoratori rispetto alle altre, e allora ben venga la proposta fatta dall’IPSEMA attraverso il suo Direttore Generale, la Dr.ssa Palmira Petrocelli, la creazione di sinergie per la sicurezza del lavoro marittimo che veda la collaborazione delle istituzioni che si occupano della specifica materia nell’ambito delle proprie specifiche attribuzioni con l’obiettivo della salvaguardia della vita delle persone”.


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