Lunedi 8 settembre 2008

Servizi on line Dipendenti Ipsema Consulta i fascicoli della rivista Nautes Consulta il catalogo della sezione marittima Siti utili


Pirati, tra leggenda e dura realtà


Quanto siano intrecciate realtà e fantasia lo dimostra ancora una volta il sequestro del 4 aprile scorso del trialbero da crociera francese “Ponant” da parte di pirati al largo delle coste somale del Puntland, nel golfo di Aden fra Yemen e Somalia.
I 30 uomini e donne dell’equipaggio, ancora nelle grinfie dei banditi del mare, non devono affatto aver assaporato i risvolti romanzeschi della vicenda.
Né quando hanno sentito sibilare dal veliero le pallottole dei sequestratori - che hanno colpito uccidendo due uomini armati alle dipendenze di autorità locali che avrebbero vietato l’attracco sulla costa somala - né quando, vista la criticità della situazione, il governo francese ha spedito le teste di cuoio, una squadra del Gruppo d'intervento della gendarmeria nazionale (Gign), a Gibuti.

La vicenda del veliero francese dimostra che quello dei bucanieri non è un fenomeno confinato solamente nel cinema, come testimonia il successo del “Pirata dei Carabi” interpretato da Johnny Deep, o nei capolavori della letteratura come “L’isola del tesoro” di Stevenson.
Al netto di uncini, occhi bendati e gambe di legno, i pirati non sono gente che scherza insomma, se solo nell’ultimo decennio gli abbordaggi sono triplicati. L’universo delle bande che vanno all’arrembaggio di imbarcazioni, sfruttando l’isolamento in mare aperto, è alquanto variegato: mafie regionali, come quelle che imperversano in Malesia o in Indonesia; milizie che fanno capo ai «signori della guerra» somali; organizzazioni criminali della penisola indocinese e delle coste che si affacciano sull’oceano in America Latina; bande di semplici predoni.
Tutti agiscono su commissione adoperando sofisticati mezzi tecnologici per individuare la rotta delle navi meno difese e con carico ricco.
La meticolosità di alcuni recenti colpi lascia pensare la complicità all’interno delle compagnie di navigazione, delle capitanerie di porto, e addirittura a bordo delle navi.
Le rotte più rischiose risultano le coste dello Stretto di Malacca - non distante da Singapore – e quelle del Venezuela.
Per fortuna, invece, il Mediterraneo non è un mare appetibile per i pirati: poco denaro a bordo delle imbarcazioni e coste affollate scoraggiano i malintenzionati a bordo delle navi battenti bandiera nera.
Mappa | Utility | Statistiche | Accessibilita' | Note Legali | Credits Copyright 2006