Lunedi 8 settembre 2008

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Viene dalla Cina il superyacht “economico”

Globalizzazione è la sola, possibile risposta adeguata a chi si interroga  circa i costi di realizzazione - circa un terzo in meno rispetto ai cantieri europei - di un superyacht costruito sulle coste cinesi. L’esempio tangibile della delocalizzazione mondiale nell’ambito della cantieristica navale si chiama Etra, un expedition vessel di oltre 40 metri commissionato dalla società svizzera Floating Life, un team di sole donne diretto da Barbara Tambani, e costruito a Penglai penisola a nord-est di Shanghai, da un cantiere navale il cui nome per adesso è top-secret.

E’ solo per alcune rifiniture che il superyacht è entrato nel porto di Genova, da dove salperà per un giro intorno al globo, nel bacino di carenaggio sono state curati gli ultimi dettagli. Nel porto antico della città ligure è stato affidato al proprietario, un armatore italo-svizzero, di cui si sa ben poco, il quale ha ispirato la linea di Etra insieme ad Andrea Pezzini in collaborazione alla società Bluefinn.

Il risultato di questa collaborazione sino-italo-svizzera è una nave tecnicamente da diporto, che non teme confronti con i mega yacht costruiti nei cantieri europei. Con il grande vantaggio del prezzo: un’imbarcazione delle caratteristiche e della grandezza di Etra, costruita in Europa, costerebbe circa 18 milioni di euro; Etra invece è costata “solo” 7 milioni di euro. Dotata di tutte le attrezzature per una navigazione sicura su ogni tipo di mare con 4800 miglia di autonomia, Etra è dotata di due motori Caterpillar da 2580 cavalli ciascuno, otto membri d’equipaggio, due steward, e cinque suite, compresa quella dell’armatore, per tutti i comfort di navigazione a 11 milioni di euro in meno.

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