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Il beluga, nome scientifico Delphinapterus beluga, è un grande cetaceo bianco, un tempo piuttosto diffuso nei mari della Russia, dell’Alaska, della Groenlandia, del Canada e dell’Europa settentrionale. Già dallo scorso anno, però, il Noaa (Fisheries service della National Oceanic and Atmospheric Administration) ha inserito il mammifero tra le specie in via di estinzione in base a quanto indicato nell’Endangered Species Act (Esa) che è un trattato che definisce quali sono i parametri per considerare una specie a rischio e cosa è necessario fare per proteggerla.
Per salvare i 300 esemplari sopravvissuti sulle coste dell’Alaska è stata individuata un’area marina molto vasta, più di un terzo del Cook Inlet, il golfo su cui si affaccia Ankorage, che copre circa 3.016 miglia marine quadrate, la stessa che i beluga preferiscono per trascorrere i mesi estivi. La probabilità che i beluga si estinguano entro i prossimi 100 anni è molto alta; sono minacciati dagli scarichi inquinanti, dagli incidenti navali che si verificano spesso in questo tratto marino, dalle malattie, dalla perdita di habitat, da atti predatori da parte delle orche e dal calo delle loro prede dovuto alla pesca.
L’Alaska è un’area che attualmente ospita molte specie in via d’estinzione perchè mantiene ancora equilibri termici ottimali, ma anch’essa è sempre più in pericolo a causa del riscaldamento globale. Il Noaa confida che lo svolgimento delle procedure necessarie per il perfezionamento del “Critical habitat” sia veloce e che alla fine del 2010 i beluga abbiano a disposizione una zona di tutela dove riprodursi vivendo lontano dai pericoli generati dall’uomo.
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