Lunedi 21 maggio 2012

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Adottate tre direttive in materia di sicurezza marittima


Il Consiglio dei Ministri italiano ha adottato i decreti legislativi di attuazione di tre direttive del pacchetto sulla sicurezza marittima e saranno pubblicati a breve nella Gazzetta Ufficiale.

La  direttiva 2009/21/CE  del PE e del Consiglio del 23 aprile 2009 riconosce l’importanza dell’applicazione delle convenzioni internazionali relative agli obblighi degli Stati di bandiera al fine di migliorare la sicurezza marittima e di contribuire alla prevenzione dell’inquinamento provocato dalle navi. Rientra fra le responsabilità degli Stati adottare norme e provvedimenti necessari affinché le navi siano idonee al servizio cui sono destinate ed equipaggiate con personale marittimo competente a garantire la sicurezza della vita in mare e della protezione dell’ambiente marino.

La  direttiva 2009/18/CE  del PE e del Consiglio del 23 aprile 2009 stabilisce i principi fondamentali in materia di inchieste sugli incidenti nel settore del trasporto marittimo e modifica la direttiva 1999/35/CE del Consiglio e la direttiva 2002/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. In particolare ribadisce l’obbligo degli Stati di bandiera di assicurare che le inchieste sulla sicurezza marittima siano svolte da inquirenti debitamente qualificati, competenti nelle materie relative ai sinistri e agli incidenti marittimi. Inoltre si ribadisce il fatto che gli Stati di bandiera debbano essere in grado di mettere a disposizione inquirenti qualificati a tale scopo, indipendentemente dal luogo in cui si è verificato il sinistro o l’incidente.

La  direttiva 2009/15/CE  del 23 aprile 2009 provvede alla rifusione di disposizioni e norme comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime. Il Consiglio si è prefisso l'obiettivo di allontanare dalle acque comunitarie tutte le navi non conformi alle norme e ha dato la priorità a iniziative comunitarie intese a garantire l'attuazione efficace ed uniforme delle norme internazionali mediante la definizione di norme comuni per le società di classificazione. Applicando rigorosamente le convenzioni, i codici e le risoluzioni internazionali sarà possibile migliorare la sicurezza e prevenire l'inquinamento in mare.
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