Domenica 5 febbraio 2012

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Presentato il rapporto sugli infortuni marittimi 2007


Presentato dall’IPSEMA il Rapporto sugli infortuni marittimi accaduti nel 2007. La conferenza ha rappresentato un’occasione importante per discutere ed analizzare la tematica degli infortuni e degli incidenti in mare, anche al fine di proporre iniziative in materia di prevenzione e proposte di sinergie con altre istituzioni.

All'incontro, oltre al Commissario Antonio Parlato, al Direttore Generale Palmira Petrocelli e al Direttore Centrale Prevenzione e Assicurazione Agatino Cariola, sono intervenuti Raimondo Pollastrini, Comandante Generale delle Capitanerie di Porto e il Capo ufficio affari giuridici del Comando delle Capitanerie di Porto, Felicio Angrisano.

“Con questa iniziativa – ha dichiarato aprendo il convegno il Commissario Straordinario dell’IPSEMA, Antonio Parlato - l’Istituto compie una scelta che analizza l’intero quadro della vita del lavoratore in termini di salute e non solo l’aspetto numerico degli infortuni, nuovo peso hanno preso nel Rapporto le valutazioni sulle malattie comuni che colpiscono i naviganti, l’analisi dei dati provenienti da particolari categorie di naviglio come, pesca, diporto e passeggeri aiuta l'Istituto a modulare la prevenzione dei rischi. Siamo convinti che è partendo proprio dalla specificità del lavoro marittimo e dalle caratteristiche entro le quali si svolge che possono arrivare utili informazioni per appropriate politiche di prevenzione”. “L’Istituto – ha annunciato l’Avv. Parlato - continuerà a studiare l’ambiente di lavoro della gente di mare e, dopo il quaderno sulla sicurezza dei cuochi di bordo, presenterà a breve uno studio approfondito sulle vibrazioni subite in navigazione e sugli effetti prodotti sui marittimi e un altro sulla rischiosità delle sale macchine delle navi soprattutto per la rumorosità a cui sono sottoposti i lavoratori”.

Il Rapporto in sintesi

. Il dato che è emerso dalla consueta analisi annuale presenta una leggera contrazione degli infortuni rispetto all’anno precedente.

· La maggiore incidenza di infortuni rispetto ai posti di lavoro assicurati si verifica nella categoria navi passeggeri, categoria per la quale gli eventi presentano tra tutte le altre esaminate il massimo numero medio di giorni di prognosi, ma una percentuale di casi con invalidità permanente residua di poco inferiore alla media rilevata su tutte le categorie. Al contrario della pesca dove si registra un numero di infortuni/posti di lavoro tra i più bassi, un numero medio di giorni di prognosi piuttosto contenuto, ma le conseguenze degli infortuni sono più gravi, senza contare che il settore è il più colpito da infortuni mortali.

· Gli infortuni si verificano durante la navigazione e questo avviene in maniera più marcata nella pesca.

· L’evento che porta all’infortunio è costituito soprattutto da cadute, scivolamento.

· Il marittimo, quando si verifica l’infortunio, è impegnato in attività di coperta, ristorazione a servizi complementari, nei servizi di macchina e nelle attività legate alla pesca.

· Le parti più esposte risultano gli arti inferiori, le mani e le dita e gli arti superiori.

In dettaglio

L’incidenza media degli infortuni sui posti di lavoro assicurati nel 2007 è pari al 3,4% contro il 3,2% del 2006.

In oltre la metà dei casi gli infortuni hanno interessato la categoria di naviglio passeggeri, con il 52,4%, categoria nella quale si conta peraltro il maggior numero di posti di lavoro assicurati (circa 11mila), a seguire il carico, 19,4%, e la pesca con il 14,9%. Insieme queste tre categorie di naviglio coprono circa l’87% degli infortuni esaminati.

Rispetto al 2006 il Rapporto registra conferme come il tasso riferito alla categoria passeggeri che risulta sensibilmente superiore alla media, e quello della pesca che è invece molto contenuto sebbene il settore sia considerato particolarmente rischioso.

Gli eventi hanno colpito prevalentemente marittimi di sesso maschile, le donne tra i lavoratori marittimi sono del resto una netta minoranza. Le marittime costituiscono quindi il 2,6% del totale e per l’84% al momento dell’infortunio prestavano servizio a bordo di navi passeggeri. L’età media dei marittimi italiani è collocata tra i 46 e 50 anni mentre l’età media degli infortunati è intorno ai 40 anni.

Le qualifiche professionali più rappresentate sono il marinaio (19%), il piccolo (14%) e il mozzo (11%) che insieme costituiscono il 44% dei casi registrati dall’Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo.

Per il 93% dei casi i marittimi infortunati nel 2007 risultano di nazionalità italiana. Il peso degli altri Paesi, comunitari e non, costituisce soltanto l’1,2%, ma si segnala la presenza di una quota di infortuni pari al 2,5% per la quale l’informazione sulla nazionalità del marittimo manca.

Gli infortuni per la maggior parte si sono verificati in mare aperto, circa il 60%, (l’83,2% nella pesca) e il 33,5% a bordo delle imbarcazioni. I mesi nei quali si è riscontrato il maggior numero di infortuni sono quelli estivi (luglio, agosto e settembre). Va tenuto presente che la maggior parte degli infortuni si rileva nel settore passeggeri e che l’attività in questa categoria si intensifica proprio nel periodo estivo.

In quasi la metà degli eventi il marittimo si è infortunato in seguito ad una caduta verificatasi per una scivolata (32%) o per una caduta dall’alto (16%).

La caduta dovuta a scivolata è la maggiore responsabile per l’attività di pesca dove si rileva che il 42% degli infortuni si è verificato proprio con questa modalità, contro una media del 32%.

E’ forte nella pesca la prevalenza di infortuni accaduti durante il maneggio di reti e di altri arnesi da pesca o nel corso della raccolta e manipolazione del pescato. Gli infortuni hanno interessato prevalentemente gli arti inferiori (25%), le mani e dita (17%), ed arti superiori (13%).
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