Giovedi 9 febbraio 2012

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SALVIAMO L’AUTONOMIA DEL COMPARTO MARE, DICHIARAZIONE DELL’ON. ALDO DI BIAGIO, COMPONENTE XI COMMISSIONE LAVORO – CAMERA DEI DEPUTATI


Roma, 1 giugno 2010 – “La soppressione dell’Ipsema prevista dalla manovra sui conti pubblici sa di paradossale, poiché la sua confluenza nell’Inail comporterebbe delle non trascurabili ripercussioni sulla specificità nel settore, con ovvie difficoltà per il personale navigante e per i datori di lavoro del comparto marittimo. Tutte criticità sulle quali è opportuno aprire gli occhi per evitare – con la scusa di una non chiara razionalizzazione – di creare problemi ben più gravi di quelli che si intendeva superare”. E’ quanto dichiara Aldo Di Biagio, membro della Commissione lavoro di Montecitorio, nonché relatore del progetto di legge istitutivo dell’Ente Sociale Italiano della Navigazione (ESIN) al momento in sede referente nella stessa Commissione, che in queste ore si è rivolto a Tremonti per avere chiarimenti sulla manovra. “L’Ipsema non è un ente inutile su cui agire con i bisturi della finanziaria - spiega – anche perché gli ottimi risultati finanziari, la fattività con la quale si supporta il comparto marittimo delle oltre seimila imprese armatoriali italiane, rappresentano un dato non sottovalutabile, considerando anche l’importanza per l’Italia, che ha 8000 Km di coste, di poter correttamente gestire e supportare l’economia del mare, che è pari al 3% del Pil ed è in costante crescita sul versante occupazionale”. “Piuttosto ben si inserirebbe nel tessuto della razionalizzazione di questo provvedimento la proposta di legge istitutiva dell’Ente Sociale Italiano della Navigazione (ESIN) – al momento in commissione lavoro - il cui obbiettivo è proprio quello di avviare un percorso di sintesi organizzativa nel settore e nel quale confluirebbe la stessa Ipsema. Una proposta pienamente sostenuta a livello bipartisan e condivisa dalle sigle sindacali”.
“L’Esin andrebbe ad accorpare tutte le competenze in materia di welfare, - evidenzia Di Biagio - offrendo un valore aggiunto in termini di governo efficace delle politiche di settore e comportando significativi risparmi di gestione – che ammonterebbero a circa 15 milioni di euro - un miglioramento dei servizi all'utenza, una razionalizzazione delle competenze assicurative, un potenziamento delle attività in materia di prevenzione e di salute nonché una valorizzazione della specificità del settore marittimo”. “Pieno sostegno ai lavoratori marittimi, agli armatori e a tutto il personale del comparto direttamente coinvolto dalle disposizioni – conclude – perché la razionalizzazione non può significare un passo indietro, ma ottimizzazione che in questo caso non coincide con la chiusura di uno degli enti pubblici più fattivi ed operativi. Urge salvaguardare la specificità di un settore valido, ed invito il ministro Tremonti a riflettere sulle chiare difficoltà che la manovra potrebbe comportare sulla nostra economia marittima”.
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